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Domenica sera la FIFA ha comunicato di aver sospeso la squalifica del calciatore statunitense Folarin Balogun, che giovedì era stato espulso durante la partita dei Mondiali tra Stati Uniti e Bosnia Erzegovina, finita 2-0. L’espulsione di Balogun in effetti era assai contestabile, ma non è chiaro come mai la FIFA, che organizza i Mondiali, abbia deciso di ribaltarla con una decisione del tutto irrituale.
Subito dopo la diffusione della notizia aveva cominciato a emergere qualche dubbio perché il presidente statunitense Donald Trump aveva immediatamente ringraziato l’organizzazione sul suo social Truth per «aver fatto quel che era giusto» e posto rimedio a «una grande ingiustizia».
Trump è un grande amico di Gianni Infantino, il presidente della FIFA, e secondo tre persone informate sui fatti citate dal New York Times aveva chiamato Infantino proprio per chiedergli di rivedere la decisione della squalifica. Al momento la FIFA non ha commentato.
Balogun ha 25 anni, è nato a Brooklyn mentre i genitori che vivevano nel Regno Unito erano lì in vacanza, e dopo aver giocato nelle giovanili inglesi scelse di rappresentare gli Stati Uniti, con cui esordì nel 2023. Adesso è considerato una delle possibili sorprese della nazionale statunitense ai Mondiali, dove ha già segnato tre gol. Al 64esimo minuto della partita contro la Bosnia Erzegovina aveva pestato la caviglia del difensore bosniaco Tarik Muharemovic in quello che è stato ampiamente giudicato come un fallo involontario e non cattivo, e che tuttavia è stato punito con un cartellino rosso diretto, ovvero senza somma di ammonizioni.











