Chi ha qualche anno in più ricorda l'epoca in cui la radio trasmetteva la classifica degli album più venduti della settimana: i primi dieci dominavano la scena, mentre dall'undicesimo al ventesimo posto trovavano spazio i cosiddetti "dischi caldi". Oggi l'Italia del calcio occupa proprio quella fascia della graduatoria FIFA: è 14ª e, indipendentemente dall'esito del Mondiale, è certa di chiudere il torneo tra le prime venti nazionali del pianeta.
All'inizio della competizione gli Azzurri erano al 12° posto. Il timore di un crollo oltre la Top 20 era concreto: era già accaduto nell'agosto 2018, dopo il fallimento della qualificazione al Mondiale di Russia, quando l'Italia precipitò fino al 21° posto, il punto più basso della sua storia.
Non si tratta soltanto di prestigio. Il ranking FIFA ha infatti un peso determinante nella composizione delle fasce dei sorteggi per le qualificazioni e per la Coppa del Mondo. Se essere testa di serie non garantisce sempre un percorso favorevole, affrontare i sorteggi dalla seconda fascia rende il cammino ancora più complicato.
Da alcuni mesi la FIFA ha introdotto un ranking aggiornato in tempo reale, sul modello della classifica ATP del tennis. Le graduatorie ufficiali continuano a essere pubblicate con cadenza mensile o bimestrale, ma è possibile seguire le variazioni dopo ogni singola partita.







