VENEZIA - La direzione della Fondazione Teatro La Fenice ha risposto al nuovo stato di agitazione proclamato dalle Rsu e dalle organizzazioni sindacali che rappresentano le maestranze. Al centro della risposta della Fondazione c'è il giudizio sulle rivendicazioni economiche avanzate durante la trattativa, definite «oggettivamente impraticabili» perché incompatibili con il quadro normativo che disciplina la gestione delle risorse pubbliche.

E nel messaggio si legge: «Pronti al confronto, ma solo nei binari della legalità e della sostenibilità finanziaria». La presa di posizione arriva dopo che le Rsu della Fondazione e le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials hanno revocato il precedente stato di agitazione, proclamato in seguito alla nomina della direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, incarico successivamente revocato dalla Fondazione. Contestualmente, però, hanno aperto una nuova vertenza, denunciando le «gravi criticità emerse nel confronto con la Direzione» anche in vista del concerto in programma questa sera, domenica 5 luglio, in Piazza San Marco.Fenice, archiviata la questione Venezi i sindacati mettono nel mirino il concerto del 5 luglio in piazza San Marco I nodi Nel comunicato, la Direzione riconosce che «le retribuzioni siano oggettivamente basse soprattutto a causa dei mancati rinnovi contrattuali (nessun rinnovo dal 2001 al 2024)», ma sottolinea che le richieste economiche formulate dalle rappresentanze sindacali «si collocavano del tutto al di fuori del quadro normativo vigente». «Trattandosi di una gestione di denaro pubblico - si legge nella nota - la Fondazione è vincolata al rigido rispetto dell'ordinamento giuridico. Qualsiasi elargizione al di fuori delle regole integrerebbe un'ipotesi di danno erariale, percorso che la Direzione non può intraprendere».La Fondazione giudica inoltre le richieste «intempestive ed improprie», osservando che arrivano mentre è in corso a Roma «il delicato e complesso tavolo di negoziazione per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro», sede che, secondo la Direzione, rappresenta il contesto naturale per affrontare il tema delle retribuzioni.