Non un festival come gli altri, ma un atto collettivo di riparazione e rinascita. Il 20 gennaio scorso il ciclone Harry ha colpito Linosa con grande violenza, devastando coste, uccidendo animali, alberi e piante, l’ecosistema unico della piccola isola vulcanica, poco più di 400 abitanti e una vita che si svolge soprattutto nei mesi estivi. Ma Linosa non si è fermata: «Ricucire 2026» è stata la risposta nata dalla comunità isolana e da chi, pur venendo da fuori, ha con l’isola un legame viscerale.Si concluderà domani l’iniziativa che ha portato per due settimane sull’isola lavoro volontario e dibattito culturale. Non eventi separati, ma un unico gesto: ricostruire con le mani e con lo spirito.Volontari al lavoro per ricostruire l’isola
I volontari hanno lavorato su tre fronti: ripulire i detriti, ripiantare alberi e macchia mediterranea, ripristinare sentieri e aree. Il progetto è nato dalla collaborazione tra il biologo naturalista Dario D’Emanuele, fondatore di Nereidee Linosa APS e ideatore d’un progetto di tutela dell’ecosistema insulare finanziato dalla Fondazione San Lorenzo, e la scrittrice palermitana Claudia Lanteri, che a Linosa ha dedicato il suo fortunato romanzo d’esordio L’isola e il tempo (Einaudi, 2024).A sostenere l’iniziativa anche il comitato degli isolani, con una parte delle risorse raccolte durante la campagna di crowdfunding all’indomani del ciclone. Un centinaio di persone sull’isola, tra volontari e artisti, hanno dato il proprio contributo, e tanti festival culturali si sono fatti sponsor e sostenitori (Fuoriluogo di Biella, L’isola dei libri di Carloforte, Una Marina di libri di Palermo, Grisù 451 di Ferrara), oltre ad alcuni editori.La cultura come parte della rinascita












