“La storia siamo noi”, recitava lo striscione di apertura di una delle tante manifestazioni per chiedere verità e giustizia per quelli che all’epoca venivano chiamati "i fatti di Genova" e tutti capivano. Era il 17 novembre 2007, sei anni dopo le manifestazioni intorno al G8 più contestato della sua storia, le manifestazioni e gli scontri, la morte di Carlo Giuliani in piazza Alimonda, il sangue e le torture alla scuola Diaz e Bolzaneto, le inchieste, le condanne, ma anche l’impunità per i responsabili delle forze dell’ordine, spesso promossi per il servizio reso a uno Stato che nei giorni di Genova tradì sé stesso. Quel giorno di novembre di 19 anni fa si scendeva in piazza perché poche settimane prima in Parlamento una maggioranza di centrosinistra, quella a sostegno del governo Prodi nato nel 2006, aveva affossato una delle sue promesse elettorali: la commissione parlamentare d’inchiesta sul G8 di Genova. Fu uno dei tanti tradimenti del popolo di Genova, una delle tante tracce in cui ricercare ancora oggi i motivi delle sconfitte del centrosinistra negli anni a venire. Uno dei tanti segnali per capire perché ancora oggi la cultura della sinistra fa fatica a tradursi in proposta politica convincente nei sondaggi e nelle urne.