L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvenute tra il 27 e il 28 dicembre 2025 all’ospedale di Campobasso, entra in una fase sempre più articolata e ora è stato aperto anche un fronte internazionale. Al centro delle indagini resta l’ipotesi di un’intossicazione acuta da ricina, sostanza che secondo gli accertamenti preliminari sarebbe stata la causa del decesso di madre e figlia. Sul piano scientifico, tutti i reperti biologici, gli alimenti sequestrati e gli oggetti rinvenuti nell’abitazione sono stati inviati in Germania al Robert Koch Institute di Berlino, dove sono in corso analisi approfondite per individuare il possibile veicolo della tossina. Parallelamente, anche i campioni biologici dei familiari sopravvissuti sono stati sottoposti ad accertamenti per verificare eventuali esposizioni indirette alla sostanza.
La collaborazione internazionale si sta inoltre ampliando. Oltre agli esperti tedeschi già coinvolti, l’Ufficio federale della polizia criminale tedesca (BKA) entrerà ufficialmente nel fascicolo con propri investigatori, che affiancheranno la Procura di Larino nelle attività di analisi e ricostruzione dei fatti. Una cooperazione definita “molto importante” dagli inquirenti, che punta a rafforzare il quadro investigativo su un caso ancora senza responsabili identificati.












