Un avvocato, esperto di diritto dei militari e delle forze dell’ordine, convinto assertore dell’idea che “la sicurezza nasce dalla sola concreta possibilità dell’uso della forza”. Tradotto: “l’arma deterrente è quella che userai davvero”.

Giorgio Carta, 55 anni, sardo trasferitosi a Roma, ex elettore di Giorgia Meloni che definisce “la migliore presidente realisticamente possibile alle ultime elezioni” è l’uomo chiave di Futuro Nazionale. Sarà lui a scrivere le proposte di legge con cui il partito di Vannacci si presenta in Parlamento e incalza il centrodestra in vista delle politiche. Studio ai Parioli – oltre che a Milano e Cagliari – Carta è un volto noto nel mondo militare e delle forze dell’ordine: ha difeso molti soldati contaminati dall’uranio impoverito, ma anche uno dei due accusati qualche anno fa di aver stuprato due ragazze americane a Firenze. È stato difensore anche di Colombo Labriola e Francesco Di Sano, i carabinieri che accusarono i loro superiori di depistaggio nel processo per la morte di Stefano Cucchi. Cura un seguito vodcast su Infodifesa, offre consulenza gratuita sul network di settore Grnet.it.

Roberto Vannacci lo ha nominato “responsabile sicurezza, remigrazione e rapporti con le forze dell’ordine”. Tra le prime proposte di legge che presenterà c’è la tutela di militari e poliziotti negli inseguimenti e sull’uso legittimo della forza. In particolare Carta chiede una disciplina più conciliante sugli speronamenti. L’avvocato vannacciano si rammarica che oggi in Italia i veicoli delle forze dell’ordine impegnati negli inseguimenti debbano “comunque osservare regole di normale prudenza e diligenza. Come si può pretendere un inseguimento secondo le normali regole della diligenza stradale? Un inseguimento non è un uso normale della macchina. Così i delinquenti penseranno che è meglio scappare che fermarsi”.