«Date fiducia ai vostri cavalli». E’ la frase che Piergiorgio Bucci ripete più spesso ai giovani allievi della Società Ippica Romana, meglio nota come “Farnesina”, la scuola che ha formato campioni come i fratelli d’Inzeo e che da inizio anno vanta come direttore della squadra agonistica il cavaliere ora al vertice dell’equitazione italiana e al 15esimo posto della classifica mondiale. Lo incontriamo in campo, in una pausa fra le lezioni di un appiccicoso pomeriggio, con la calura mitigata dall’anfiteatro verde che incastona questo maneggio nel centro della Capitale. Bucci è reduce da una sfilza di successi, gli ultimi due clamorosi: la vittoria consecutiva dei Gran Premi Rolex a Roma e a La Baule in Francia. Negli ultimi 32 anni solo tre volte l’inno nazionale ha risuonato nella gara più importante di Piazza di Siena, lui lo scorso maggio ha firmato l’edizione del centenario in sella a Pallieter Vd N. Ranch. Oltralpe invece di anni ce ne sono voluti 41 per riportare in vetta il tricolore, traguardo centrato a giugno su Hantano. Ma Bucci non sembra tipo da cullarsi sugli allori.
Piergiorgio Bucci su Pallieter a Piazza di Siena nel 2025. ©Massimo Argenziano
E ora, il prossimo obiettivo?








