Pavia. Il clima nel cortile Teresiano è quello delle grandi occasioni. C’è l’entusiasmo della festa, ma anche la tensione degli appuntamenti solenni. La Giornata del laureato, giunta quest’anno alla trentaquattresima edizione, è questo: un mix di emozioni che corona un percorso di studio. E i 692 neo-dottori con lode dell’Università di Pavia, che ieri sera hanno ricevuto la pergamena di laurea, difficilmente se ne dimenticheranno. Con loro ci sono i professori che li hanno seguiti, i compagni di studio, duecento neo-laureati sin laude (che si sono iscritti alla cerimonia e hanno ritirato la pergamena), ma anche i genitori che hanno seguito da lontano le loro piccole grandi imprese universitarie. In tutto sono quasi duemila i presenti nel cortile. Dal palco allestito a pochi passi dal lato corto dal porticato, alle 19 in punto il rettore Alessandro Reali inizia la prolusione. La cerimonia «Questo punto di vista privilegiato mi fa godere dei vostri volti: è un piacere immenso che mi riempie di gioia», dice Reali. Per lui, che ha partecipato a diverse Giornate del laureato come studente, professore e delegato del rettore, è la prima cerimonia accademica nelle vesti di rettore. Reali ricorda i risultati dell’ultimo studio di Alma Laurea: «Il 90 per cento dei laureati è soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso e il tasso di occupazione a cinque anni dal conseguimento del titolo è pari al 95 per cento». Ma, prosegue rivolto agli studenti, «i numeri non vi dicono più di tanto: voi dovete ripensare al percorso che vi ha portato fin qui ed esserne orgogliosi». Al termine del discorso, il rettore cede la parola all’ospite d’onore della serata, Nicolò Binello, responsabile tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità. Un modo, si potrebbe dire, per sottolineare il retaggio dell’ateneo cittadino, che ospita la facoltà di Medicina migliore d’Italia secondo il Censis, istituto italiano che ogni anno stila una graduatoria delle università d’eccellenza. Ex alunno del collegio Ghislieri, Binello è medico specialista in medicina interna con uno spiccato interesse per la salute mondiale. «In questa università ho maturato la mia motivazione ad acquisire conoscenze e competenze – dice dal palco – Qui ho trascorso anni di studio matto e disperatissimo, sorretto da profonde aspirazioni. Grazie all’educazione ricevuta dai miei genitori ho sempre cercato di esprimere il mio impegno al massimo delle potenzialità». Come technical officer (referente tecnico) presso l’Organizzazione mondiale della sanità, Binello si è occupato di strategie per contrastare la meningite epidemica su scala globale, con particolare attenzione all’Africa subsahariana, dove in passato ha personalmente coordinato i reparti di medicina di due ospedali rurali in Etiopia e Sud Sudan. «La fine di un percorso» Poco prima delle 20 inizia la consegna delle pergamene. I neo-dottori, suddivisi per corso di studio, le ricevono dalle mani dei rispettivi direttori di Dipartimento e presidenti di Facoltà. «Sono molto emozionato: questo momento rappresenta il raggiungimento di un grande traguardo – dice Oleg Romaniuc, 28 anni, non vedente, che si è laureato in Fisioterapia – Penso che sia la dimostrazione che non dobbiamo porci dei limiti nella vita: se uno ha una passione deve impegnarsi per continuare a inseguirla». Come lui sono quasi settecento gli studenti meritevoli di lode (in realtà sono 1.344 gli universitari dello scorso anno accademico che hanno preso il massimo dei voti, ma non tutti si sono iscritti all’evento di ieri). Per Giorgia Lorando, 28 anni, neo-dottoressa in Igiene dentale, la pergamena rappresenta il «felice coronamento di un percorso sofferto». I matematici Chiara Catalano, Giuseppe Bruno, Tiziano Bertoncello e Luca Foresti ricordano col sorriso le fatiche nello studio di Analisi 2: «Questa laurea è una serie che è arrivata a convergenza», scherzano in gergo algebrico.
L’Università di Pavia premia 692 dottori a pieni voti: «Non dobbiamo porci limiti nella vita»
Nel cortile Teresiano si è tenuta la 34° Giornata del laureato













