Una lunga chiacchierata a cuore aperto in cui per la prima volta racconta com’è andata, com’è stato e come si sente ancora, dopo l’addio a Chi?, lo scandalo delle chat a sfondo sessuale, l’indagine della Procura di Milano per le ipotesi di reato di violenza sessuale e estorsione, insomma tutto il caos seguìto alla denuncia di un ex concorrente del Grande fratello e agitato da Fabrizio Corona. A sette mesi dall’esplosione del caso, e aquattro dall’addio al settimanale che ha a lungo diretto, Alfonso Signorini si racconta a Il Giornale dalle colline del Veronese, dove si è ritirato. E da dove ha lavorato al suo impegno più recente, la regia di Bohème di Puccini in scena all’Arena di Verona. Primo pensiero quando è scoppiato lo scandalo, “costruirmi una bolla – dice il giornalista e conduttore tv – per sopravvivere al clamore mostruoso, alla gogna mediatica che vuole annientarti”. Ce l’ha fatta anche grazie al compagno “che mi è stato a fianco giorno dopo giorno”.

“Se non fossi stato una persona strutturata – racconta Signorini – e se non avessi avuto il supporto di pochissimi amici e il lavoro straordinario dei miei avvocati (Domenico Aiello e Daniela Missaglia), non ce l'avrei fatta”. Spiega il motivo del prolungato silenzio, “penso che ciò che è stato visto ed è stato detto non abbia bisogno di commenti. Ognuno si è fatto un'idea molto chiara, non c'è bisogno che io spieghi nulla. Almeno, per ora”, motiva il bisogno di staccarsi da tutto e ribadisce che l’addio a Chi? non ha avuto a che fare con lo scandalo, “avevo già concordato con l'azienda la decisione di lasciare molti mesi prima che tutto questo scoppiasse. Avevo raccontato per 40 anni della mia vita il mondo dello spettacolo, della politica, del costume. Da un po' di tempo ero stanco. Mi sentivo fuori posto».