Dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato a fine maggio dai pm della procura di Firenze alla donna, figlia del boss Totò Riina, e al marito Antonino Ciavarello, indagati per estorsione aggravata dal metodo mafioso e tentata estorsione ai danni di due imprenditori toscani, i difensori dei due indagati avevano presentato un’istanza per la revoca della misura detentiva. La procura l'aveva rigettata, ora il giudice per le indagini preliminare l'ha accolta in attesa della prosecuzione del procedimento

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Torna in piena libertà Maria Concetta Riina, figlia dello storico capo di Cosa Nostra Totò Riina. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti revocato la misura dell’obbligo di dimora a Corleone a cui la donna e il marito, Antonino Ciavarello, erano sottoposti. Il provvedimento arriva dopo la chiusura delle indagini della Procura di Firenze, che accusa la coppia di estorsione e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso nei confronti di due imprenditori della Toscana. Il Gip ha così accolto l'istanza presentata dai difensori della coppia. La misura era stata confermata nei mesi scorsi dal tribunale del Riesame che aveva rigettato l’appello proposto dalla procura del capoluogo toscano con cui chiedeva il ritorno in carcere di entrambi.