L’ha detto lei, eh. “Non è detto che non possa superarsi anche un altro grande tabù, quello di avere un presidente della Repubblica che non è di centrosinistra”. Giorgia Meloni ha sparigliato così ai microfoni di Rete4. Un’uscita che ha fatto insorgere l’opposizioni. “Ha svelato la maschera”, gridan tutti suggerendo che la premier, 50 anni l’anno prossimo (quindi eleggibile al prossimo giro, nel 2029), miri al salto di livello. “Mica ha bestemmiato”, dicono in Fratelli d’Italia. Vero è che nella storia repubblicana proprio tutti questi uomini di sinistra al Colle non si son visti. Vero anche che la lista dei quirinabili s’allunga e ora la destra spera davvero di potere mettere un Fratello a capo dello Stato (qui qualche anticipazione). Ma perché Meloni anticipa i tempi? La risposta è sempre Roberto Vannacci? Anche.
Sono Giulio Ucciero, cronista politico di HuffPost, e in questa puntata di Papaveri e Papere, cerchiamo di capire perché la premier vuole chiudere sull’unica vera riforma della legislatura: quella elettorale. Ma anche perché gli alleati sono molto più timidi. Non temete, non saremo iper-tecnici. E comunque partiamo con una bella dose di hamburger, patatine fritte e fireworks.












