Entra nel vivo il negoziato Aran per il rinnovo contrattuale di oltre 400mila dipendenti delle Funzioni locali. Tra le novità principali: aumenti progressivi in busta paga, tutele contro l’uso selvaggio dell’intelligenza artificiale e parità di diritti sulle ferie per i neoassunti.
Il conto alla rovescia per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti degli enti locali (triennio 2025-2027) è ufficialmente iniziato. Martedì 7 luglio le trattative ripartiranno attorno al tavolo dell'Aran, l'agenzia che gestisce la contrattazione pubblica per conto del governo, con l'obiettivo di arrivare a una firma definitiva entro la fine del mese. Se la scadenza venisse rispettata, si tratterebbe di un risultato storico: per la prima volta, infatti, l'accordo verrebbe siglato nel pieno del suo periodo di vigenza, evitando i cronici ritardi che da sempre caratterizzano il pubblico impiego. Il provvedimento mette sul piatto risorse consistenti e introduce riforme profonde, destinate a cambiare la vita lavorativa di un comparto fondamentale per i servizi ai cittadini, che conta oltre 400mila lavoratori.
Buste paga più pesanti: la tabella degli aumenti e lo stanziamento del governo L'obiettivo economico principale del nuovo accordo è colmare, almeno in parte, lo storico divario retributivo che penalizza i dipendenti degli enti locali rispetto ai colleghi dei ministeri o delle agenzie fiscali. A regime, ovvero a partire dal 1° gennaio 2028, i lavoratori vedranno un incremento medio lordo mensile di 155 euro. La crescita degli stipendi avverrà in modo graduale, di pari passo con lo stanziamento delle risorse pubbliche (pari a 329,60 milioni di euro per il 2025, 659,20 milioni per il 2026 e 988,81 milioni dal 2027). Per i dipendenti si tradurrà in un incremento medio mensile di:









