Questa settimana il Diario cambia poltrona: non la platea di un teatro ma quella, invisibile e vastissima, della radio. Perché l’estate, si sa, disperde gli spettatori tra festival e piazze, ma Radio3 continua a fare quello che sa fare da sempre, sera dopo sera: portare la musica dal vivo — o quasi — dentro le case, le automobili, le cuffie di chi cammina. Da quel flusso continuo ho scelto tre appuntamenti mirati: un concerto veneziano che la cronaca recentissima ha trasformato in un evento, la diretta del gran finale del ciclo beethoveniano di Daniele Gatti a Firenze, e infine il trasferimento della rete, armi e bagagli, a Montecatini Terme per un ciclo dedicato all’acqua — riascoltabile tutto intero su RaiPlay Sound — che si è rivelato una delle cose più originali dell’estate radiofonica. Andiamo con ordine, da cronista e ascoltatore insieme.
Il primo appuntamento è un recupero d’archivio che la storia ha reso profetico. Il 30 maggio scorso, a Bruxelles, il violoncellista romano Ettore Pagano, ventitré anni, ha vinto il primo premio della Queen Elisabeth Competition, il concorso belga che è tra i più severi e prestigiosi del mondo: settantacinquesima edizione, quest’anno dedicata al violoncello, e mai — dico mai — vinta prima da un italiano. Nella finale alla Salle Henry Le Boeuf del Bozar, davanti ai reali del Belgio, Pagano ha affrontato la monumentale Sinfonia concertante op. 125 di Prokof’ev insieme al brano d’obbligo contemporaneo, “Four Odes to the Tidings of Flowers” di Fang Man, con la Belgian National Orchestra diretta da Anthony Hermus. Oltre al Premio Regina Mathilde, gli è toccato un onore che vale più del denaro: il prestito quadriennale del Goffriller “Casals” del 1733, il violoncello che accompagnò Pablo Casals per quasi sessant’anni, concesso dalla fondazione che ne porta il nome — e non sfugga il valore simbolico, nell’anno che celebra i centocinquant’anni dalla nascita del grande catalano. Formatosi a Santa Cecilia, perfezionatosi alla Chigiana con Antonio Meneses e David Geringas, oggi allievo a Berlino di Jens Peter Maintz, Pagano aveva già collezionato il Premio Abbiati della critica italiana nel 2025 e il riconoscimento “Una vita nella Musica – Giovani” che assegna proprio il Teatro La Fenice. Ed è alla Fenice che Radio3 ci ha riportati, riproponendo il concerto registrato il 13 dicembre 2025 con l’Orchestra del teatro veneziano diretta da Kazuki Yamada, direttore musicale della City of Birmingham Symphony Orchestra e dell’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo.







