Teheran vive ore di forte partecipazione e di alta tensione nel secondo giorno delle cerimonie di commiato dedicate ad Ali Khamenei, la Guida Suprema dell'Iran uccisa il 28 febbraio insieme a quattro membri della sua famiglia in un attacco attribuito a Israele e agli Stati Uniti. Mentre migliaia di persone continuano ad affluire nella capitale per rendere omaggio al leader religioso, la mobilitazione popolare è accompagnata da slogan di vendetta e da un clima politico particolarmente delicato.

Le autorità iraniane hanno organizzato una lunga serie di celebrazioni religiose nella moschea Imam Khomeini, dove fedeli provenienti da diverse province del Paese stanno partecipando alle preghiere pubbliche in vista dei funerali ufficiali, in programma domani. Secondo i dati diffusi dai media iraniani, nelle ultime ore la metropolitana di Teheran ha registrato oltre sette milioni di spostamenti, segno dell'enorme afflusso di persone dirette verso i luoghi della commemorazione.

Tra i momenti più significativi della giornata c'è stata la partecipazione di tre figli dell'ex Guida Suprema, Mostafa, Masoud e Meisam Khamenei, comparsi pubblicamente per pregare in memoria del padre. Grande attenzione, invece, continua a circondare l'assenza di Mojtaba Khamenei, indicato come successore alla guida della Repubblica islamica. Il nuovo leader non è ancora apparso in pubblico né durante la prima né durante la seconda giornata delle commemorazioni, alimentando interrogativi sul suo ruolo in questa delicata fase di transizione.