Alberto Fortis ripercorre 47 anni di carriera, racconta come cambiò Settembre e critica la discografia: “Servono più Caselli e meno scaldasedie”

Alberto Fortis – ph Stefania D’Alessandro:Getty Images

Con gli aneddoti della carriera di Alberto Fortis si potrebbero riempire pagine e pagine di libri, tra incontri speciali con grandi personalità della musica italiana e internazionale, predestinazioni e incroci casuali, dischi storici e canzoni entrate nel canone della musica leggera nostrana. Nel mezzo del tour estivo che sta portando in giro per l’Italia abbiamo raggiunto al telefono il cantautore piemontese per sapere come si prepara a raccontare da solo questa storia e come sta lavorando agli ultimi e più recenti capitoli di una vicenda artistica tutt’altro che conclusa.

Vorrei partire dal libro a cui stai lavorando. Uscirà dopo l’estate, e fa parte di un progetto complessivo che comprende il disco, di cui per ora è uscito il singolo "Ricordati di me", e il tour. Verrà fatto per la Nave di Teseo con Elisabetta Sgarbi ed è un’espansione della mia biografia, con tutto l’excursus di questi 47 anni di carriera. Ho voluto fortemente che fosse molto interattivo: lo vorrei corredare con tanti QR code con il rimando a video e interviste, per farlo diventare tridimensionale. A livello narrativo seguirà il concetto di “Sentimental City” che è anche il titolo dell’album.