Una serie di episodi diversi tra loro, ma accomunati dal tema dell’intolleranza, spinge l’Anpi provinciale di Rimini a lanciare un appello sul clima che si respira nel territorio. Dalle offese omofobe rivolte a due lavoratori di una gelateria di Riccione all’imbrattamento della panchina rossa dedicata a una vittima di femminicidio a Santarcangelo, fino al danneggiamento del busto di Karl Marx e alle polemiche sull’ordinanza anti-bivacco di Pennabilli, l’associazione legge un filo conduttore che va oltre i singoli fatti.
"Siamo di fronte a segnali allarmanti di una deriva culturale e politica che contrasta radicalmente con i valori costituzionali e antifascisti su cui si fonda la Repubblica", afferma il comitato provinciale. Per l’Anpi, le offese rivolte ai due dipendenti della gelateria rappresentano "un atto vile che non può essere taciuto né normalizzato", mentre l’imbrattamento della panchina rossa assume un significato che va oltre il semplice vandalismo: "Colpire un simbolo della lotta alla violenza sulle donne significa colpire tutta la comunità".
Sul busto di Karl Marx l’associazione parla invece di "un gravissimo atto di stampo antisemita, un mix di ignoranza e odio ideologico". Più controversa la posizione sull’ordinanza emanata dal sindaco di Pennabilli contro il bivacco. L’Anpi la considera un provvedimento rivolto ai profughi accolti dal Comune e richiama i principi costituzionali: "La Costituzione ci insegna i valori della solidarietà, dell’inclusione e del rispetto della dignità umana". Da qui l’invito all’amministrazione comunale a ritirare il provvedimento e ad aprire "un dialogo basato sull’integrazione reale".






