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il caso

di Emanuele Fragasso

05 Luglio 2026, 06:30

Un guasto tecnico mette ko alcuni uffici pubblici di Palermo mandando in tilt i sistemi di climatizzazione e costringendo il personale al lavoro da remoto. Da via Ausonia fino a Palazzo Ziino e Palazzo Palagonia, gli impianti di raffreddamento sono saltati, rendendo i locali inagibili - denunciano i sindacati - e spingendo l'amministrazione a collocare ben 200 dipendenti in smart working. A puntare il dito contro la gestione dell'emergenza è la Uil Fp Sicilia: «I condizionatori sono datati - ha detto a La Sicilia Salvatore Sampino segretario regionale del sindacato - per questo chiediamo come organizzazione sindacale, più tutele per i lavoratori, perché una volta in servizio con l’aumento delle temperature e i condizionatori rotti, il dirigente giustamente è costretto a mandarli via e attivare il lavoro da remoto». Questo si trasformerebbe in un ulteriore disagio per i dipendenti, costretti a tornare a casa sotto il sole cocente di questi giorni: «In questo caso il dipendente subisce un doppio disagio: perché alle 11 del mattino, è costretto ad andare via e viaggiare anche sotto il sole per arrivare in una postazione per continuare l'orario di servizio. Capita anche che i dipendenti rimangano anche due o tre giorni in smart working perché nonostante tutto l’impegno l’Amg (l'azienda preposta alla manutenzione n.d.r.) a volte perde un po' di giorni per rimettere a posto l’impianto per l’aria condizionata». Sampino punta poi il dito contro l'amministrazione Lagalla: «Riteniamo debba fare un piano organizzativo serio per questa problematica. Sarebbe opportuno investire meglio i soldi per le riparazioni e risolvere definitivamente il problema, che ricordiamoci si ripresenta anche in inverno. Invitiamo l'amministrazione il prima possibile ad intervenire, perché il disagio non è solo creato ai dipendenti, all'organizzazione e al suo dirigente, ma anche all’utenza».