Milano – La relazione del Collegio sindacale di Aler Milano sul Bilancio consuntivo 2025 rende sempre più urgente una riforma radicale del profilo societario dell’ente dell’edilizia residenziale pubblica, oggi inquadrato come “ente pubblico di natura economica” e quindi sottoposto ai “limitati e rigidi margini di manovra previsti per la pubblica amministrazione” e, soprattutto, “alla fiscalità tipica delle società commerciali, alle quali Aler viene equiparata per la tassazione dei propri proventi, sia ordinari che straordinari”.
Ma Aler, meglio evidenziarlo, è una società che chiede al 75% dei suoi inquilini canoni d’affitto inferiori ai 150 euro al mese. Detto altrimenti: è una società che svolge, come sottolineato dallo stesso Collegio, un “ruolo di socialità” per il quale non può essere ricompensata finché continuerà ad essere inquadrata come è inquadrata oggi. “In questo scenario – ammette, allora, il Collegio – appare sempre più difficile trovare soluzioni”.
E, anzi, “la situazione di accentuata criticità finanziaria persiste”. Ed è “costantemente alimentata dalle medesime problematiche di gestione”. In attesa di capire se il Piano Sostenibilità presentato da Aler Milano e approvato dalla Regione possa produrre benefici, questo si legge all’ultima pagina della relazione. Partire dalla fine per capire le cause strutturali di numeri e cifre da profondo rosso. I dati, allora.







