Reggio Emilia, 5 luglio 2026 – “Chi di dovere ci doveva pensare prima. Se aveva bisogno di un Tso significa che era una persona pericolosa”. Antonella Stipa, 52 anni, risponde al telefono dal letto di ospedale, ricoverata al Santa Maria Nuova dopo le ferite ricevute la sera del 29 giugno, quando suo fratello, Raffaele, è stato ucciso mentre lavorava dietro il bancone della pizzeria Yoghi (via Gran Sasso d’Italia, Rosta Nuova).

Il 67enne è stato accoltellato più volte, due delle quali al collo, da un cliente abituale e residente storico della zona, che vive proprio a pochi passi dal locale. Indagato con l’accusa di omicidio volontario, aggravato dai futili motivi, è Andrea Pellati (43 anni). È stata la stessa Antonella, poi, a fornire agli agenti di polizia le informazioni che hanno permesso di identificare e rintracciare Pellati.

La pizzeria Yoghi la notte del delitto

Il 43enne è stato arrestato intorno alle due di quella stessa notte, trovato a casa dei suoi genitori. In cucina, nel cassetto portaposate, è stato sequestrato un coltello compatibile con le caratteristiche dell’arma del delitto.

Pochi giorni prima di quella notte, come emerso nell’ordinanza del giudice Francesco Panchieri, Pellati è stato recuperato a Firenze in stato confusionale. Seguito da uno psichiatra in libera professione, il medico è stato contattato - si legge - per avere informazioni sul 43enne “in vista di un possibile Tso”, di cui tuttavia “non vi è traccia in atti”, ossia non è mai avvenuto. Era il 23 giugno: sei giorni di distanza dall’omicidio. Un particolare che, ancora una volta, pone l’accento sul livello di tenuta dell’assistenza sanitaria a persone con problemi psichiatrici. Pellati, cita sempre l’ordinanza che ripercorre tutto il percorso di cura del 43enne, è affetto da schizofrenia paranoide. Pensando all’esito di questa vicenda e a come si sarebbe potuta evitare, è impossibile non chiedersi se il sistema non abbia fallito. “Penso di sì – replica la sorella della vittima – ma non voglio aggiungere nient’altro. Ora voglio solo rimettermi in sesto”. Mentre Pellati si accaniva su Raffaele Stipa, come ripreso anche dalle telecamere interne del locale, la donna è intervenuta finendo pure lei ferita al braccio e al torace: “Non ce la faccio neanche a stare in piedi” dice.