Antonella Stipa racconta che l’uomo che ha ucciso suo fratello Raffaele, Andrea Pellati, “lo conosciamo benissimo, da ben 25 anni. E non ha mai creato problemi”. Entrava nel locale “ e gli veniva detto: ‘Oggi te la do la pizza, però non venire più se non mi paghi’”. Perché quell’aggressione brutale sfociata in omicidio? “Non so cosa gli sia scattato in testa: la rabbia, pura rabbia". La donna è rimasta ferita cercando di difendere suo fratello, titolare della pizzeria Yoghi, dall’aggressione di Pellati, che l’ha ferito mortalmente a coltellate. Un omicidio che ha scosso Reggio Emilia, dove ieri sera in migliaia hanno partecipato alla camminata organizzata dal Comune che si è conclusa davanti al locale dove è avvenuto l’omicidio.

"C'era questo ragazzo qua, Andrea, che aggrediva mio fratello. Era cascato perché lo aveva ferito al collo. Ho visto che c'era il coltello sulla mano destra, ho preso il mocio e l'ho picchiato prima sulla schiena e poi sulla testa": così Antonella Stipa, che è ancora ricoverata, ricostruisce cosa è successo nel locale la sera di lunedì parlando al Tg1. E’ stata le a indicare subito agli investigatori nome e cognome dell’aggressore. “Quell'uomo non ha detto nemmeno una parola. È entrato, ha appoggiato lo zaino a terra vicino alla macchinetta del caffè, ha tirato fuori il coltello da cucina che si era portato da casa, ha girato dietro al bancone e ha aggredito mio fratello", ha ribadito alla Gazzetta di Reggio. L'intera azione è stata filmata dalle telecamere interne del locale. "Dopo mio fratello, ha accoltellato me, che mi sono messa in mezzo". Non un grido, non una parola. "Mi deve dire il perché, perché lo ha fatto. Per i soldi? Per 35 euro? Non c'era alcun bisogno, avremmo continuato a fargli credito. Chissà cosa gli è passato per la testa. Davvero non me lo spiego".