| 5 Luglio 2026 02:02 |

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(Adnkronos) –

Tor Vergata, 4 luglio. Qui, come promesso, la favola è diventata realtà. Quando Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, canta “Dove gli ultimi forza hanno e insieme cantano” (‘Pianeti), le sue parole diventano il manifesto di 250mila persone che lo hanno atteso per un anno intero. Un boato scuote un’area di oltre 150mila metri quadrati, inaugurando di fatto una delle arene per concerti più grandi d’Europa, pronta da oggi ad accogliere anche i giganti della musica internazionale. Ma questa notte è tutta per un ragazzo romano, 30 anni, cresciuto in periferia, precisamente nel quartiere di San Basilio, che ha promesso di dare voce agli ultimi. E ci è riuscito. E tutti gli ‘ultimi’ che si sentono rappresentati dal suo cantautorato emotivo, dove l’urgenza personale è il cardine, sono diventati la sua grandissima forza, quella che lo ha reso il primo artista a radunare una platea oceanica, a soli 30 anni.

La cronaca di un evento da record inizia molto prima che la musica parta. Inizia giorni prima, con i fan più devoti accampati con tende e ombrelli, per una devozione che non teme caldo, pioggia e stanchezza. E raggiunge il climax in un torrido sabato romano che è anche un anniversario: il 4 luglio, come il giorno del suo primo concerto all’Olimpico del 2019. Ad aprire le danze sulla cattedrale di acciaio e luci lunga 140 metri, ci pensa l’amico di sempre: Fabrizio Moro, il primo a credere in lui e nella sua arte. “Questa è la fotografia più bella della musica italiana”, ha detto, proponendo un brindisi: “A voi, a Nic e al 4 luglio. Alla faccia di chi ci vuole male”. Un passaggio di testimone simbolico prima del momento che tutti aspettano. E poi, il boato. Un elicottero sorvola la folla. Non è un film, è l’arrivo di Niccolò. Una scelta scenica che evoca l’impresa di Vasco Rossi per il suo storico concerto da quasi 230mila persone a Modena Park ma con un nuovo record: con 250.000 spettatori, l’allievo supera il maestro.