A Milano è tornato il caldo fuori misura. La città sembra svuotata dalle temperature, ma in via Monterosa 84 centinaia di persone rispondono all’appello del Centro Sociale Cantiere, che ha appena festeggiato i suoi venticinque anni di occupazione. Ma da un anno la nuova proprietà dello stabile cerca di rientrare in possesso dell’area. A Milano sono diversi gli spazi sotto attacco: da Conte Rosso 20, occupazione abitativa e sociale (Panetteria Occupata) che rischia di subire un sequestro preventivo, all’ex Dogana, passando per il Circolo Anarchico Bruzzi Malatesta.
Elena del Cantiere racconta così le ragioni del presidio: «Abbiamo convocato questa giornata in nostra difesa e, più complessivamente, degli spazi sociali perché siamo sotto attacco. Milano è una città che ha ancora tante luci: i centri sociali, gli spazi culturali, i luoghi pubblici e liberi dove incontrarsi. Ma sono luci che vengono costantemente spente o minacciate dalle ombre lunghe dei grattacieli e della speculazione immobiliare».
Il presidio nasce dall’idea che la vicenda del Cantiere non sia un caso isolato ma uno dei tasselli di una trasformazione urbana che restringe progressivamente gli spazi di autonomia e socialità. «Che sia per soldi o per una precisa linea politica cambia poco – prosegue Elena –. Le due cose spesso vanno a braccetto. Le luci di questa e di altre metropoli sono sotto attacco».









