La Spezia – Sono conosciuti come Mab, Moschetti Automatici Beretta. Per decenni, hanno equipaggiato le forze armate italiane. Oggi, quelli fuori servizio, vengono messi in vendita dall’Agenzia Industria Difesa. Si tratta, per la precisione, di 16.165 pistole mitragliatrici calibro 9 millimetri, ormai dismessi dalla Marina Militare e custoditi negli arsenali di Taranto, Augusta e La Spezia. L’operazione L’operazione ha preso forma attraverso una consultazione di mercato “non vincolante”, finalizzata a individuare il miglior offerente per l’acquisto del lotto. La quota più consistente del materiale è conservata in Liguria, alla Spezia. Qui, in Arsenale, sono custoditi ben 8.404 moschetti. Gli altri, oltre 7 mila, si trovano nella base di Taranto, in Puglia. I restanti 249, quindi, sono ad Augusta, in Sicilia. Sarà la stessa Marina, infatti, a valutare la congruità dell’offerta.
La foto inserita nei documenti di gara
Le armi, dichiarate fuori servizio ai sensi della normativa militare e poste in vendita nello stato in cui si trovano, sono dotate di un funzionamento semiautomatico a raffica. Hanno una lunghezza di 95 metri e una canna da 32. Con il caricatore vuoto, pesano oltre 4 chilogrammi. Il calibro è 9 Parabellum. E possono sparare 600 colpi al minuto. La consultazione di mercato Alla procedura possono partecipare esclusivamente operatori in possesso della licenza prefettizia sulle armi prevista dall’articolo 28 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Oppure, nel caso di soggetti esteri, di una licenza equivalente prevista dalla normativa del Paese di appartenenza. Prima della presentazione dell’offerta, i soggetti interessati potranno effettuare un sopralluogo, previo appuntamento, nei tre siti in cui i Mab sono custoditi. Le proposte dovranno prevenire entro e non oltre le 10 del 27 luglio 2026, esclusivamente sulla piattaforma Asp di Acquisti in Rete Pa. «In attesa che venga riattivata quella di Aid per le vendite all’asta – si legge nel disciplinare –, si comunica che al fine di garantire la più ampia partecipazione e consentire a tutti gli operatori interessati di visionare la documentazione di gara, dialogare con la stazione appaltante e presentare offerta su un’interfaccia fruibile e chiara, si è deciso» in tal senso. L’apertura delle buste Una volta chiusi i termini, si procederà all’apertura delle buste. Nello specifico, verrà controllata la completezza e conformità della documentazione amministrativa presente e sarà attivato un soccorso istruttorio al fine di integrare oppure sanare quanto presentato. Concluso questo passaggio, si passerà alla parte economica. Solo dopo l’approvazione dell’atto di vendita da parte del direttore generale dell’Aid e la sottoscrizione del contratto sarà possibile procedere al ritiro del materiale attraverso la firma del verbale di consegna tra le parti.










