Scatta la fase più rilevante della normativa europea che impone alle aziende di istruire i dipendenti per evitare fughe di dati e l'uso di software non autorizzati. L'allarme del report AIDAPT: pochissimi i corsi già partiti
Il prossimo 2 agosto diventerà pienamente applicabile la parte più rilevante dell’AI Act, il regolamento fortemente voluto dall’Unione europea per disciplinare lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. La normativa è già entrata in vigore il 1° agosto 2024, ma prevede un’implementazione progressiva, con scadenze differenziate nel tempo.
Quali sono gli obblighi dell’AI Act
Uno degli elementi centrali del nuovo impianto regolatorio riguarda l’obbligo di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale. L’articolo 4 dell’AI Act stabilisce, infatti, che sia i fornitori di sistemi di AI sia le aziende che li utilizzano (i cosiddetti deployer) debbano adottare misure adeguate per garantire un livello sufficiente di competenze interne. Non si tratta di una semplice raccomandazione o di un aggiornamento facoltativo, ma di un obbligo che impone alle imprese di strutturare percorsi formativi per i propri dipendenti. In questo modo, si punta ad aumentare la consapevolezza nell’uso degli strumenti di AI e a contenere il fenomeno dello Shadow AI, ovvero l’utilizzo non autorizzato o non controllato di strumenti di intelligenza artificiale da parte dei lavoratori. Fenomeno che, secondo le stime, riguarderebbe almeno il 27% dei dipendenti e che espone le aziende a rischi significativi, soprattutto in termini di gestione impropria dei dati sensibili.








