Pubblicato il: 04/07/2026 – 19:00

COSENZA Ha la tessera del Partito democratico da quasi vent’anni (2007, ovvero dalla fondazione) e rivendica di essere – non anagraficamente ma, appunto, per militanza – il consigliere più “anziano” tra quelli del gruppo dem a Palazzo dei Bruzi. Francesco Alimena parla del suo futuro in politica e del centro storico, tra giudizi sull’amministrazione Caruso e un giusto ringraziamento alla responsabilità dei colleghi di minoranza nei momenti in cui bisognava mettere da parte le appartenenze politiche in nome del bene della città e dei cosentini. Alimena non si sottrae nemmeno alla suggestione di una sua corsa a sindaco, ipotesi che non nega né conferma ma “glissa” richiamando un suo antenato che rivestì questo ruolo oltre un secolo fa…

Il voto è dietro l’angolo: dopo l’estate si entrerà nel vivo della campagna elettorale per le comunali di primavera, può farci un consuntivo di questi anni in Consiglio comunale?«E’ stato un consiglio comunale particolare: grazie all’alleanza di sole tre liste abbiamo avuto eletti molti volti nuovi. Alcuni di noi avevano fatto anni di gavetta nei partiti mentre parecchi altri erano volenterosi ma non “politici” in senso stretto, questo ha prodotto molta innovazione e grande voglia di fare all’inizio: penso sia stato uno dei consigli che ha legiferato e regolamentato di più. È stato così che il progetto elettorale Cosenza2050 che ha avuto la fiducia dei cittadini, nella prima metà della consiliatura è stato declinato con efficacia e coerenza. Innanzitutto, il risanamento finanziario e la fuoriuscita di una condizione di dissesto e poi l’avvio di un’opera di riorganizzazione urbana che aveva assunto la riqualificazione del centro storico e delle periferie come fattori strategici. Il patto elettorale premiato dalla maggioranza dei cittadini è stato interpretato da una coerente azione amministrativa e da un Consiglio comunale che, considerata l’inesperienza di tanti neoeletti, ha richiesto un impegno non certo facile anche per il nostro Presidente del Consiglio. Devo, però, dire che anche i “decani” della minoranza sono stati di grande aiuto grazie alle loro conoscenze della macchina amministrativa e ai momenti di “saggezza” dimostrata in alcuni momenti critici».