di Iacopo Gori

Un anno fa, la divulgatrice scientifica che ha reso popolare la fisica quantistica fu massacrata sui social per una scollatura. «Ho imparato a distinguere il rumore dal segnale», racconta oggi. «Quando lavori in pubblico e hai un’opinione, prima o poi gli insulti arrivano». Storia di una bambina che non è stata amata («ho vissuto la mia tragedia più grande da piccola») e che ora ha molto da dire ai ragazzi e alle ragazze

Fisica, scrittrice, giornalista, divulgatrice, Gabriella Greison — laureata in Fisica nucleare all’Università Statale di Milano con un passaggio all’École Polytechnique di Parigi — è una persona in perenne movimento. Non per nulla è “la rockstar della fisica”. Ha unito la sua formazione scientifica alla passione per la scrittura e all’attitudine per il teatro: ogni anno pubblica un libro che diventa uno spettacolo. Ha reso popolari temi come la meccanica quantistica e la storia della fisica. Ultima fatica, Scintille, la serie video di CorriereTv. Dieci puntate che usano «la fisica dei sistemi complessi per spiegare (e risolvere) i problemi della vita». Dai ritardi dei treni, alle energie rinnovabili, alle città invivibili. Semplice, no?

Lei è sempre stata così irrequieta?«Se per irrequietezza intendiamo una forma permanente di curiosità, allora sì, moltissimo. Fin da piccola ho sempre avuto la sensazione che il mondo fosse più grande di quello che riuscivo a vedere. È questo il motivo per cui ho studiato fisica e per cui scrivo libri, per cui inseguo storie che mi portano dall’altra parte del mondo. Mi interessa capire, collegare cose che apparentemente non c’entrano nulla tra loro: una forma di irrequietezza che considero una fortuna».