In vista del vertice Nato di Ankara, Meloni ed Erdoğan rafforzano un asse strategico tra atlantismo e priorità mediterranee: cooperazione su Libia e migranti, convergenze su crisi globali e nuove sinergie industriali che consolidano il ruolo del Fianco Sud
Che cosa possono fare assieme Italia e Turchia in questa fase caratterizzata dall’esigenza da un lato di rafforzare le partnership mediterranee (anche in ottica africana e mediorientale) e dall’altro di attivare le giuste riflessioni sul futuro dell’alleanza atlantica?
In vista del Vertice Nato di Ankara, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Entrambi hanno riaffermato il comune impegno per lo sviluppo del rapporto transatlantico e per la difesa comune all’interno della Nato, richiamando entrambi l’importanza del Fianco Sud. Non solo atlantismo, al centro del colloquio anche la situazione in Libia, compresa la cooperazione bilaterale nel contrasto ai movimenti migratori irregolari e al traffico degli esseri umani, senza dimenticare la moral suasion per la normalizzazione istituzionale del Paese, che si sta intrecciando in questi mesi con l’azione dell’inviato speciale e genero del presidente americano Donald Trump Massad Boulos.












