Nonostante l’eliminazione già ai gironi dei Mondiali 2026, la Federazione turca conferma il premio promesso ai giocatori: esplodono le polemiche sulle ville di lusso destinate ai calciatori della nazionale.
L'eliminazione anticipata della Turchia dai Mondiali 2026 ha scatenato una forte ondata di polemiche nel paese. Le aspettative erano ben diverse, soprattutto considerando che il nuovo format del torneo offriva la possibilità di qualificarsi agli ottavi anche come una delle migliori terze: la nazionale turca, invece, è stata costretta a fare le valigie già al termine della fase a gironi.
Nel mirino della critica è finito anche Vincenzo Montella, ma il presidente della Federazione turca, Ibrahim Hacıosmanoğlu, ha escluso qualsiasi cambio in panchina: "Resterà al suo posto e sono convinto che, se avessimo superato il girone, avremmo potuto fare ancora strada". Il numero uno del calcio turco ha inoltre respinto le voci secondo cui Hakan Calhanoglu avrebbe avuto un peso eccessivo nelle decisioni tecniche del commissario tecnico. Nelle ultime settimane erano circolate indiscrezioni su presunte tensioni all'interno dello spogliatoio, comprese quelle relative a un duro confronto tra Calhanoglu e Orkun Kökçü durante il ritiro, episodio che avrebbe alimentato i dubbi sull'autorità di Montella. Una ricostruzione che la Federazione continua però a smentire.








