Il nome è Chinamaxxing e le sue origini allignano tra i video di TikTok: è una tendenza, in sostanza, ed è a firma della generazione Z. China, ovvio, sta per Cina. Il suffisso invece è puro slang e sta per “maximising”, un modo gergale usato on line per indicare il miglioramento di un aspetto della propria esistenza. Un’ottimizzazione che, in questo caso, avverrebbe attraverso una routine quotidiana ispirata al lifestyle ritenuto tipico cinese. Bere acqua calda, usare le pantofole in casa, mangiare zuppe di riso come il congee a colazione e mele cotte a merenda, interessarsi alla medicina cinese, seguire certi riti del capodanno, fare qigong e tai chi, indossare infine felpe con i pánkòu (gli alamari degli abiti tradizionali cinesi). Perché?

A prima vista sembra che imitare le abitudini orientali sia diventato un modo (o una posa) per reagire ai valori in crisi dell’Occidente.

Tendenza Chinamaxxing, che cosa significa

Per la prima volta la Cina, da luogo della manifattura a basso costo e delle imitazioni, sembra che sia diventata altro: programmare ormai una vacanza in Cina è cool. E tornare a casa per raccontare l’estetica della sua modernità, l’architettura cyberurban, l’efficienza dei servizi è scontato.