Negli ultimi quindici anni l'Italia è stata attraversata da decine di accoltellamenti mortali, ma nella maggior parte dei casi gli investigatori hanno trovato un filo conduttore: una rapina, una lite, un regolamento di conti, una vendetta o una relazione personale tra aggressore e vittima. Sono invece molto più rari gli episodi in cui una persona viene scelta apparentemente a caso e colpita con una violenza estrema, senza alcun legame con chi impugna il coltello. È per questo che l'aggressione avvenuta oggi a Milano, dove un uomo di 55 anni è stato raggiunto da circa venti coltellate mentre si trovava in strada, riporta alla memoria alcuni dei casi più drammatici degli ultimi anni. Saranno le indagini a stabilire se anche questa volta si sia trattato davvero di un'aggressione immotivata oppure se emergerà un movente oggi ancora sconosciuto. Uno degli episodi che più colpirono l'opinione pubblica è quello del centro commerciale di Assago, nell'ottobre 2022. Un uomo afferrò un coltello dagli scaffali di un supermercato e iniziò a colpire i clienti incontrati lungo il percorso. Le vittime erano perfetti sconosciuti. Nell'attacco morì Luis Fernando Ruggieri, dipendente del supermercato, mentre altre quattro persone rimasero gravemente ferite. Tra loro anche il calciatore Pablo Marí, sopravvissuto dopo un delicato intervento chirurgico. Milano è stata teatro anche di altri episodi di violenza estrema. Nel 2024 un ragazzo di tredici anni venne accoltellato durante una lite degenerata in pochi istanti. Ricoverato in condizioni disperate, morì dopo circa due settimane di agonia. Nello stesso anno un'altra aggressione avvenuta in città coinvolse una donna di 55 anni, colpita da uno sconosciuto senza che emergessero rapporti pregressi tra i due. Nel 2025 il capoluogo lombardo fu nuovamente scosso dall'aggressione a uno studente universitario di 22 anni, ferito gravemente durante una rapina per poche decine di euro. In quel caso un movente c'era, ma a impressionare fu la sproporzione della violenza esercitata dagli aggressori rispetto al bottino, tanto da riaccendere il dibattito sulla violenza giovanile e sulla crescente brutalità delle cosiddette baby gang. Anche fuori dalla Lombardia non sono mancati casi analoghi. A Torino un diciannovenne perse la vita dopo essere stato accoltellato in strada in un'aggressione improvvisa che, almeno nelle prime fasi investigative, apparve priva di un motivo riconoscibile. A Roma, nel 2016, un uomo di 57 anni fu ucciso con una coltellata sferrata da uno sconosciuto, un episodio che per giorni lasciò gli investigatori alla ricerca di un movente credibile. Secondo gli esperti di criminologia e le statistiche del Ministero dell'Interno, gli accoltellamenti con vittime sconosciute all'aggressore rappresentano comunque una quota limitata del totale degli omicidi e dei tentati omicidi commessi in Italia. Nella maggior parte dei casi le indagini ricostruiscono infatti rapporti personali, conflitti economici, rapine o contesti di criminalità. Proprio questa apparente assenza di una spiegazione rende però questi episodi particolarmente destabilizzanti. L'idea che una persona possa essere accoltellata per strada senza alcun motivo apparente alimenta un senso di vulnerabilità collettiva molto più forte rispetto ai delitti maturati in contesti familiari o criminali. Anche per l'aggressione di Milano sarà quindi determinante il lavoro degli investigatori. Solo l'identificazione dell'autore e la ricostruzione dei suoi spostamenti, delle sue condizioni psicologiche e degli eventuali contatti con la vittima permetteranno di stabilire se si sia trattato davvero dell'ennesimo caso di violenza casuale, oppure se dietro le numerose coltellate si nasconda un movente che, al momento, resta invisibile.
Milano, 55enne ferito con 20 coltellate: i precedenti delle aggressioni senza motivo in Italia
Da Assago a Torino, passando per Roma e Milano: i casi che hanno sconvolto il Paese quando vittime scelte apparentemente a caso sono state colpite con una viol…










