Nessuno può affermare con certezza che la Francia sia la squadra più forte del Mondiale, ma una cosa emerge chiaramente dai volti distesi dei giocatori: è quella che si diverte di più. Lo ha detto anche Bradley Barcola: «Ci divertiamo, sembra di essere tornati a quando giocavamo per strada nel nostro quartiere. Prendiamo la palla e facciamo praticamente quello che ci pare, senza pensarci troppo». Conferma Didier Deschamps: «Sì, i giocatori si divertono in questo Mondiale, anzi si divertono da 14 anni», cioè da quando lui è sulla panchina dei Bleus.

Il c.t. può inseguire un altro primato nella sua serie impressionante: il bis iridato da commissario tecnico, dopo il titolo da capitano nel ’98. A corredo, una finale all’Europeo, una al Mondiale e una in Nations League. Un percorso che non può arrestarsi contro il Paraguay, stasera, in una Filadelfia rovente: la squadra più propositiva del torneo contro la compagine che, tra gli ottavi, difende con maggiore densità. La Francia di Kylian Mbappé, forse l’attaccante più dominante in circolazione, di fronte a due linee compatte e combattive. Premesso che non esista un calcio ideale e che chiudersi è legittimo quando la qualità non è quella del PSG, Deschamps frena i facili entusiasmi: «Il Paraguay non è qui per caso, avete visto contro la Germania. Una tipica squadra sudamericana, grande cuore, aggressività. Ce l’ha nel Dna. Lotta per 90 minuti, ha buoni giocatori come Enciso. Ma negli ottavi mica si può scegliere». Non si può scegliere, ma guardando il tabellone la Spagna pare avere un percorso leggermente più agevole della Francia che, superando il Paraguay, con ogni probabilità incrocerebbe il Marocco. Il presente, però, è il Paraguay e sono i “Fantastici Quattro”: un reparto offensivo travolgente con Mbappé, Olise, Dembélé e Barcola, con Doué pronto a subentrare, e la cerniera Tchouameni-Rabiot «che garantisce equilibrio, recupero palla e protezione quando ci sbilanciamo”.