Il mega progetto immobiliare ha portato all’esproprio di centinaia di ettari di terreni. Ma serve ad Hanoi per limitare le tensioni commerciali con gli Usa senza compromettere il rapporto con la Cina, mantenendo la sua posizione strategica.
«Dovete lasciare la vostra casa». Nelle ultime settimane, decine di famiglie della provincia di Hung Yen, nel Vietnam settentrionale, si sono viste recapitare delle lettere di sfratto. Motivo? L’accordo concluso tra le autorità vietnamite e Donald Trump. Diversi terreni saranno infatti espropriati dopo essere stati destinati a ospitare un resort di lusso da 1,5 miliardi di dollari sviluppato dalla Trump Organization, insieme alla società vietnamita Kinh Bac City. Sul piano politico, quelle lettere di sfratto rappresentano uno dei simboli più evidenti della nuova posizione che il Vietnam occupa nella competizione tra Stati Uniti e Cina.
Un progetto mastodontico con campi da golf, ville e hotel
Il progetto rappresenta uno dei più grandi investimenti immobiliari mai realizzati dalla Trump Organization in Asia sud-orientale e prevede la trasformazione di quasi 900 ettari di terreni agricoli lungo il Fiume Rosso, a circa 40 chilometri dalla capitale.
Il masterplan è articolato in più fasi e comprende un grande resort integrato con hotel a cinque stelle, ville di lusso, complessi residenziali, aree commerciali e ricreative, oltre a tre campi da golf per un totale di 54 buche, destinati a una clientela internazionale di fascia alta.








