La Spezia – La musica non ha limiti, non ha confini. Ed è un linguaggio che il rapper spezzino Danilo “Othavio” Manganelli utilizza per sintonizzarsi con i detenuti della casa circondariale della Spezia. Con risultati di grande partecipazione. Il concerto finale si trasforma sempre in una festa, un momento nel quale ciascuno può sentirsi sotto i riflettori, senza distinzioni. È accaduto anche quest’anno. Protagonisti, i ristretti iscritti ai laboratori musicali attivi nell’istituto. È storica, la collaborazione di Arci con Villa Andreino. Già tanti anni fa era stato proposto un corso da d.j., mirato soprattutto ai numerosi giovani di origini geografiche diverse. Fin dai progetti europei come Music for Freedom, è stato possibile allestire uno spazio attrezzato con cinque postazioni computer, software professionali, strumenti e microfoni. Si sono sempre messi a disposizione d.j. e musicisti di spessore, del circuito spezzino Arci. Tutti “pezzi da 90”, come Othavio, che unisce sempre la passione per la musica alle tematiche sociali. Per anni ha fatto parte di progetti come Lato Obeso dela Fazenda e SomaRionda e infine da solista con “Nümei”, in dialetto spezzino. Ritiene il rap «un salvavita» e si impegna soprattutto con gli adolescenti.