Chrome 151 Beta introduce una novità pensata per chi usa spesso la dettatura vocale: non sarà più necessario dire ad alta voce “virgola” o “punto” per ottenere un testo corretto.
Il browser analizza pause, ritmo e intonazione del parlato per inserire automaticamente la punteggiatura, rendendo la trascrizione più simile a un testo scritto naturalmente. La funzione si basa sulla Web Speech API, uno standard consolidato nei browser Chromium, e punta a migliorare accessibilità e produttività per chi lavora con contenuti vocali.
Come funziona la punteggiatura automatica
La novità si basa sull’attributo booleano unspokenPunctuation, integrato nell’interfaccia SpeechRecognition. Quando attivato, il motore di riconoscimento vocale analizza elementi prosodici come la durata delle pause, l’intonazione e la struttura grammaticale della frase, inserendo autonomamente virgole, punti e punti interrogativi.
Dal punto di vista tecnico, l’API continua a restituire una trascrizione testuale come prima: cambia solo la qualità del risultato finale. La logica di inferenza avviene interamente nel motore di riconoscimento, senza richiedere modifiche sostanziali al codice delle applicazioni già esistenti.







