Sviluppo

Google continua a intervenire sulle fondamenta della piattaforma Web e stavolta il bersaglio è uno dei limiti storici di HTML: l’elaborazione strettamente sequenziale dei contenuti. Con la proposta chiamata Declarative Partial Updates, il team di Chrome introduce un insieme di API (Application Programming Interfaces) che permettono di aggiornare porzioni della pagina fuori ordine, senza affidarsi a pesanti manipolazioni DOM o a framework JavaScript complessi. L’obiettivo consiste nel ridurre latenza percepita, semplificare lo streaming HTML e rendere più efficiente il rendering progressivo delle applicazioni web.

La novità è arrivata attraverso il blog ufficiale di Chrome Developers ed è già disponibile in fase sperimentale a partire da Chrome 148, attivando il flag chrome://flags/#enable-experimental-web-platform-features.

HTML nasce come formato di documento, non come runtime applicativo. Quando una pagina attende dati lenti – una query SQL, una chiamata API, una generazione server side – il browser riceve spesso blocchi incompleti oppure JavaScript è incaricato di ricostruire il DOM (struttura della pagina) in seguito. Chrome prova ora a riportare parte di questa logica direttamente nella piattaforma.