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Sabato 4 luglio inizia il Nations Championship, il nuovo torneo mondiale di rugby che ogni due anni sostituirà (per le 12 squadre che ci partecipano) la maggior parte dei test match, la parola che usa il rugby al posto di amichevoli. Al torneo parteciperanno le sei nazionali europee più forti (quelle che partecipano al Sei Nazioni: Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda, Francia e Italia) e le sei squadre non europee più forti (Sudafrica, Nuova Zelanda, Australia, Argentina, Fiji e Giappone).
Rispetto ai test match (un termine che deriva dal cricket) il Nations Championship è più strutturato e organizzato, con un’unica vincitrice finale. Per qualcuno c’è però il rischio che questo nuovo torneo accresca i già ampi divari tra le nazionali più forti che vi partecipano e tutte le altre, che avranno ancora meno occasioni per confrontarsi con le nazionali più competitive, cosa imprescindibile per provare ad avvicinarsi al loro livello.
Quest’anno il torneo è comunque di particolare interesse perché è l’anno prima dei Mondiali di rugby, che saranno in Australia tra ottobre e novembre 2027. Per le nazionali sarà quindi una delle ultime occasioni per provare schemi e tattiche contro squadre di altri continenti, oltre che contro le solite che affrontano ogni anno.










