Scattano oggi i saldi estivi e, almeno sulla carta, la voglia di fare acquisti non manca. Secondo le stime di Confcommercio ogni famiglia spenderà in media 201 euro, mentre il sondaggio Ipsos per Confesercenti alza la previsione a 209 euro pro capite, con sette italiani su dieci intenzionati ad approfittare degli sconti. Numeri che fanno sperare i commercianti riminesi, pur in un contesto che resta complicato.

Per Giammaria Zanzini, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, il problema va ben oltre la data di inizio delle vendite promozionali. "Ridurre tutto ai saldi è un errore. Il commercio sta vivendo una trasformazione profonda e servono regole uguali per tutti, una concorrenza leale e una politica che difenda i negozi di vicinato". Zanzini ricorda come dal 2012 al 2025 la provincia abbia perso 1.776 imprese commerciali e rilancia l’appello ai Comuni: "Per le prime settimane servono parcheggi gratuiti o altre agevolazioni e una gestione delle Ztl che renda più semplice raggiungere i centri storici". Il presidente cita anche la recente chiusura della storica bottega Lombardi di Rimini come simbolo di un tessuto commerciale che rischia di impoverirsi.

Sulla necessità di cambiare le regole insiste anche Confesercenti. "I saldi continuano a essere molto attesi - osserva il presidente provinciale Fabrizio Vagnini - ma ormai partono quando l’estate è appena iniziata e sono preceduti da settimane di promozioni. Così perdono il loro significato e diventa sempre più difficile vendere le collezioni a prezzo pieno". Confesercenti ha lanciato una petizione per posticiparne l’avvio e uniformare la disciplina a livello nazionale. Intanto le abitudini dei consumatori continuano a evolversi. Una ricerca del gruppo Teddy mostra che oltre l’83% delle persone si sente meglio quando indossa abiti in cui si riconosce e che quasi l’80% continua a preferire il negozio fisico all’e-commerce.