HomeFermoCronacaPensioni, divario tra uomini e donne. Marozzi: "Situazione preoccupante"Anche nel 2025, il quadro pensioni nelle Marche ha mostrato un marcato squilibrio di genere, e il Fermano non fa...Anche nel 2025, il quadro pensioni nelle Marche ha mostrato un marcato squilibrio di genere, e il Fermano non fa...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAnche nel 2025, il quadro pensioni nelle Marche ha mostrato un marcato squilibrio di genere, e il Fermano non fa eccezione. Lo dicono i dati del Rendiconto sociale dell’Inps, sui quali la Uil Marche richiama l’attenzione. In provincia gli uomini hanno percepito in media l’anno scorso 1.366,08 euro, mentre le donne si sono fermate a 956,83 euro, con un divario del -30%. Un differenziale significativo, che ha collocato il territorio in linea con la media regionale, nella quale la distanza tra pensioni maschili e femminili si è ripetuta con poche variazioni ma con impatti molto concreti. Ad Ascoli il divario si è ampliato ulteriormente: gli uomini hanno raggiunto 1.560,23 euro, mentre le donne si sono fermate a 926,35 euro, con una differenza del -40%: la più alta tra le province marchigiane. Ad Ancona la forbice è rimasta altrettanto evidente: 1.426,98 euro per gli uomini contro 864,95 euro per le donne, pari a un -39%. A Pesaro-Urbino la distanza si è attestata su livelli comunque elevati, con 1.486,33 euro per i pensionati e 966,68 euro per le pensionate, pari a un -35%. Macerata si è collocata leggermente sotto il Fermano come ampiezza del divario: 1.408,76 euro contro 937,46 euro, con un -33%. Il dato medio regionale ha sintetizzato la portata del fenomeno: nelle Marche gli uomini hanno percepito in media 1.450,38 euro, le donne 916,43 euro, con un gap complessivo del -37%. Un differenziale che ha attraversato tutte le province senza eccezioni e che ha evidenziato una fragilità strutturale del sistema previdenziale: "I numeri fotografano una situazione che continua a destare preoccupazione — ha sottolineato Marina Marozzi (nella foto), segretaria generale della Uil Pensionati Marche — È aumentata l’età di accesso alla pensione, soprattutto per le donne, mentre si è ridotto il valore medio delle prestazioni ed è cresciuto il divario economico tra pensionati uomini e donne". Secondo il sindacato, le cause sono rimaste note e consolidate: carriere discontinue, part-time spesso non scelto, minori possibilità di crescita professionale e retribuzioni più basse. Elementi che si sono sommati lungo tutto il percorso lavorativo e si sono riflessi sull’importo degli assegni: "È stato indispensabile rafforzare i servizi di sostegno alle donne e alle famiglie con persone non autosufficienti — ha aggiunto Marozzi — per ridurre disuguaglianze che si sono tradotte in pensioni più basse e maggiore vulnerabilità economica". Il tema si è intrecciato anche con l’evoluzione del sistema previdenziale, sempre più orientato al metodo contributivo e meno flessibile nelle uscite: "La progressiva scomparsa di strumenti come Opzione Donna e delle Quote 100, 102 e 103 ha reso sempre più importante accompagnare lavoratrici e lavoratori nella costruzione del proprio futuro previdenziale", ha evidenziato Matteo Santini, coordinatore regionale del Patronato Ital Uil Marche. Nel 2025 i Patronati marchigiani hanno seguito oltre 180 mila pratiche, confermandosi un punto di riferimento centrale per i cittadini: "Circa l’80% dei marchigiani si è affidato a noi per pensioni e prestazioni assistenziali — conclude Santini — un ruolo che è andato oltre la semplice assistenza burocratica e si è trasformato in presidio sociale vero e proprio".