Se all'ingresso nel mercato del lavoro il divario tra uomini e donne può apparire contenuto, nel corso della vita professionale tende ad allargarsi progressivamente, fino a tradursi in un gap pensionistico del 28,7% a sfavore delle donne.

È quanto emerge dalla nuova edizione del Rapporto Italia Generativa realizzata dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies (ARC) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore promossa da Fondazione Poetica e supportata da Unioncamere, presentata oggi a Roma.

Il lavoro di ricerca è stato introdotto da Andrea Prete, presidente di Unioncamere, presentato dai ricercatori del Centro di Ricerca ARC.

Le donne non vivono una condizione uniforme. Differenze di reddito, risorse e contesto producono traiettorie molto diverse.

Chi ha maggiori risorse riesce a compensare le carenze del sistema attraverso soluzioni individuali; le più fragili - spesso con lavori instabili o a bassa retribuzione - sono costrette a scelte limitanti fin dalla giovane età, con effetti duraturi su autonomia e carriera.