HomeBolognaCronacaTrapianto di fegato . Bologna guida il progetto da dieci milioni di euroDa Sant’Orsola e Unibo una nuova speranza contro il tumore del colon retto. Seri (Policlinico): "Risultato di grande valore, nuove opportunità di cura". De Pascale: "La ricerca è fondamentale". Il piano Lit-Met è finanziato dall’Europa.Il nuovo progetto Lil-Met è guidato dal. Sant’Orsola e dall’Università di BolognaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDa terapia controindicata a nuovo orizzonte di speranza. Ecco il progetto LiT-Met (Liver Transplantation for Colorectal Liver Metastases) guidato dal Policlinico Sant’Orsola e dall’Università di Bologna sul trapianto di fegato come alternativa chirurgica per il trattamento delle metastasi epatiche da tumore del colon-retto. Finanziato con quasi 10 milioni di euro dalla Commissione europea nell’ambito del programma Horizon Europe, LiT-Met coinvolge una ventina di centri di ricerca in diversi Paesi.
Lunedì e martedì proprio Bologna ospita il kick off meeting del progetto: i ricercatori dei centri coinvolti si riuniranno nell’Aula Prodi di piazza San Giovanni in Monte. La ricerca "rappresenta uno dei pilastri su cui costruire il futuro del nostro sistema sanitario", sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. Perché investire in ricerca, proseguono, "significa investire nella salute delle persone, nella qualità delle cure, nella prevenzione e nella capacità di rispondere alle nuove sfide sanitarie con competenza, innovazione e tempestività". È un risultato "di grande valore per la ricerca bolognese", aggiunge Marco Seri, direttore scientifico del Policlinico Sant’Orsola Irccs. Questo progetto "conferma la capacità dei nostri professionisti di essere protagonisti nelle reti internazionali più qualificate e di sviluppare ricerca innovativa in grado di tradursi concretamente in nuove opportunità di cura per i pazienti". "Oggi i pazienti interessati da questa forma tumorale presentano un’aspettativa di vita limitata – spiega Matteo Ravaioli, principal investigator del progetto e responsabile del Programma Chirurgia addominale nell’insufficienza d’organo terminale e nei pazienti con trapianto d’organo del Sant’Orsola. "Intendiamo quindi promuovere e ottimizzare il ricorso al trapianto per offrire nuove e più efficienti possibilità di cura".







