HomeBolognaCronacaAlluvione, de Pascale: "Aperti cantieri nei punti critici"Chi ha sbagliato più forte? È la domanda che rimbalza nell’emiciclo della politica all’indomani della chiusura delll’inchiesta della Procura di...Chi ha sbagliato più forte? È la domanda che rimbalza nell’emiciclo della politica all’indomani della chiusura delll’inchiesta della Procura di...Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciChi ha sbagliato più forte? È la domanda che rimbalza nell’emiciclo della politica all’indomani della chiusura dell’inchiesta della Procura di Ravenna sulle alluvioni che tra il 2023 e il 2024 colpirono soprattutto il bacino del Senio. Tra i quattordici indagati, compaiono figure che all’epoca erano ai vertici della Regione, come i dirigenti Monica Guida e Paolo Ferrecchi, e dell’Agenzia regionale per la Protezione civile, come Rita Nicolini, Marco Bacchini e Piero Tabellini. Indagati anche due dirigenti del Comune di Faenza, Ennio Nonni e Lucio Angelini, i progettisti esecutivi delle mai completate casse di espansione di Cuffiano, cioè Claudio Miccoli, Alberto Cervellati e Andrea Bezzi, e infine gli amministratori delle società estrattive coinvolte in quel progetto, Eco-Ghiaia e Ctf: si tratta di Patrizia Santomieri, Andrea Liverani, Alberto Rondinelli e Davide Cassani. Miccoli è un volto che il centrodestra emiliano-romagnolo aveva eretto a icona della battaglia contro le politiche idrogeologiche della Regione, a tal punto stimato da Lega e Forza Italia da essere candidato sindaco a Faenza, ’capitale’ delle alluvioni 2023 e 2024, di cui è stato da poco eletto consigliere comunale.
Alluvione, de Pascale: "Aperti cantieri nei punti critici"
Chi ha sbagliato più forte? È la domanda che rimbalza nell’emiciclo della politica all’indomani della chiusura delll’inchiesta della Procura di...









