<p>Gli Etf conquistano quote crescenti del risparmio gestito e dell'investimento retail, spingendo l'intero settore della consulenza finanziaria a confrontarsi con un fenomeno che sta cambiando gli equilibri del mercato.
Se per alcune reti la diffusione di questi strumenti rappresenta una sfida al modello tradizionale, per Fineco si tratta invece di una tendenza intercettata in anticipo. «Noi abbiamo aperto questa strada nel 2009 con l'introduzione delle fee esplicite e oggi stiamo beneficiando della crescita di questi strumenti», spiega a MF-Milano Finanza Romualdo Guidi, chief business officer responsabile piattaforme Banking, Brokerage e Investing, area Mercati, Prodotti Retail e Private Banking.
Un modello, quello della banca guidata dall'amministratore delegato Alessandro Foti, che prevede una remunerazione concordata direttamente tra consulente e cliente e che svincola il servizio dalla necessità di privilegiare determinate categorie di strumenti.</p><p>«Siamo sempre stati molto aperti a qualsiasi tipologia di prodotto», dice Guidi. «Offriamo una piattaforma retail che permette agli investitori che operano in autonomia di acquistare liberamente ciò che desiderano.
A questa affianchiamo un modello di consulenza che consente ai professionisti della rete di scegliere qualsiasi prodotto disponibile in piattaforma, senza imporre alcun tipo di vincolo commerciale».</p><p>«Grazie a questa impostazione il consulente può selezionare ciò che ritiene davvero più adatto per il cliente: un Etf, un fondo comune, un'azione o un'obbligazione.






