«Ho la stessa attitudine di sempre, è rimasta quella del passato quasi in tutto. Faccio fatica a volte perfino a ricordarmi dell’età che ho». Ricalcando il titolo del suo ultimo singolo, «Pazzi Stupidi Ragazzi», è vero che Raf non «dimostra» l’età che ha. Sia fisicamente (consentitecelo!), sia musicalmente, in quanto ha una carriera che è riuscita a resistere al tempo e ha contribuito a mantenere saldo l’affetto del pubblico che continua ad accompagnarlo. Lo ha fatto negli anni ‘80, e di nuovo nei primi Duemila, tanto che la sua «Infinito», uscita nel 2001, è diventata inno d’amore di tante coppie, e continua a essere una delle sue hit più fortunate. Proprio ai venticinque anni di «Infinito» è dedicato il tour che lo vedrà protagonista dal 16 luglio in tutta Italia. Le prime tappe proprio nella sua Puglia, il 16 stesso a Capurso (Ba) per il Multiculturita Summer Festival; il 18 luglio a Carovigno (Br), Arena 30/40; e poi il ritorno il 18 agosto nel Salento, a Presicce-Acquarica, per il Festival «I colori dell’olio». Poi, in autunno, i palazzetti e un nuovo album in arrivo.

Raf, c’è un’emozione nel cominciare un tour dalla terra che ti ha dato le radici?

«È sempre un’occasione particolare, anche se ormai sono abituato: succede spesso perché facciamo le prove in Puglia, anche se quest’anno è una casualità. Sono felice con il mio staff di salentini, che suonano con me, siamo diventati un gruppo molto unito, c’è una sintonia speciale e si sentono davvero partecipi dei miei progetti. Non sono semplicemente turnisti che vengono a suonare per un periodo di tempo, è un gruppo consolidato che riesce a essere felice come me quando le cose funzionano. Si respira familiarità e anche goliardia, pur non essendo io più un ragazzino».