HA FATTO cantare e ballare intere generazioni con brani diventati veri e propri cult della musica italiana e internazionale, ma Raf continua a sorprendere per la straordinaria autenticità del suo percorso. Di ritorno da un Sanremo speciale, l’artista sta attraversando l’Italia con “Infinito tour” – che celebra i 25 anni del brano “Infinito” – carico di energia ed emotività, e il 14 agosto passerà anche in Calabria, al Teatro di Acri per l’Estate Acrese.
Tra aneddoti di backstage, riflessioni sulla società contemporanea e l’affetto speciale che lo lega al pubblico del Sud, Raf si racconta tra presente, passato e futuro.
Sono 25 anni di Infinito, che effetto ti fa vederlo cantare oggi sia da chi c’era nel 2001, sia dai giovanissimi?
«Mi fa un effetto strano perché sembra una canzone fuori dal tempo. Per la struttura musicale sembra un brano uscito ieri, forse basterebbe solo rinvigorire un po’ le sonorità con una masterizzazione più attuale. Fa uno strano effetto vedere che è un brano che ha attraversato un po’ di generazioni, anche quelli che oggi hanno poco più di 20 anni magari lo conoscono, lo cantano, e loro sono nati dopo l’uscita. Credo sia ciò che tutti gli autori desidererebbero, un brano che dà soddisfazioni nel tempo. Mi sento fortunato ad aver scritto una canzone così».








