Si è aperta, nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano del Museo nazionale romano Aegyptus – Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana (fino al 15 novembre, un progetto ideato da Elisabetta Bruscolini), mostra che coniuga videoarte, archeologia e AI, raccontando un capitolo poco conosciuto della storia antica: la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C.

La prima parte della rassegna mantiene la vocazione che ha permesso la costituzione del Museo dell’arte salvata: all’interno delle teche, sono esposti reperti che narrano il contesto storico e archeologico dell’Egitto romano; i materiali provengono sia dalle collezioni del Museo nazionale romano, e in particolare dai depositi, sia dalle attività del Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale: i reperti spaziano dall’attrazione esercitata dall’Egitto sul mondo romano alle pratiche funerarie e religiose, all’artigianato locale, con approfondimenti sui falsi moderni e sul mercato antiquario.

Dopo la parte archeologica, il percorso s’inoltra nei dispositivi multimediali e narrativi: tre racconti audiovisivi si susseguono intrecciando ricerca scientifica, interpretazione artistica e innovazione tecnologica. L’opera di videoarte Aegyptus, realizzata da Studio Convertino, propone un’interpretazione immersiva attraverso immagini in movimento, ricostruzioni, musica.