Quasi 100 Paesi, tra una trentina di delegazioni ufficiali, personalità e «gruppi popolari», hanno partecipato ieri a Teheran al primo giorno delle cerimonie per i funerali di Ali Khamenei. Una cartina di tornasole dei nuovi equilibri mondiali e un'occasione per gli ayatollah di rinsaldare vecchie o nuove alleanze. Non poteva mancare quindi la Russia, rappresentata dall'ex presidente Dmitri Medvedev, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza e descritto dalla televisione di Stato della Repubblica islamica come un «inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin», tanto da essere ricevuto dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian e dal ministro degli Esteri Abbas Araghch. Presente anche la Cina con He Wei, vicepresidente del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo. Tra i leader principali il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif - il cui Paese è mediatore dei negoziati tra Usa e Iran - Nizar Amedi, presidente dell'Iraq - Paese di fede sciita che ospiterà due tappe dei funerali di Khamenei - il premier armeno Nikol Pashinyan e il vicepresidente della Turchia, Cevdet Yilmaz. I colloqui indiretti tra Iran e Usa sono stati sospesi per i funerali.
Cosa è successo ieri










