Reggio Emilia, 3 luglio 2026 – La bonomia ancora si irradia dal viso di Abramo Orlandini. Quell’espressione di mite semplicità tra il divertito e la cordialità che lo ha caratterizzava in vita, non lo ha abbandonato nemmeno ora nel silenzio del commiato, nella sala delle Onoranze Funebri Reverberi dove la sua salma riposa in queste ore in attesa delle esequie e della sepoltura. Si legge questo sul volto ora immobile dell’inconfondibile personaggio che ha catturato l’attenzione e l’affetto non solo del popolo reggiano, ma anche di tantissimi registi famosi in cerca di caratteristi.

Abramo, in realtà, non recitava ma interpretava se stesso. Questo “bello” aveva percepito Vittorio Sgarbi quando lo incontrò a Roma, dove Abramo abitava in cerca di parti a Cinecittà, lavorando come edicolante vicino a Montecitorio.

Sgarbi: “Abramo Orlandini è stato un ragazzo formidabile”

Sgarbi, irriconoscibile nel fisico a causa della grave depressione che lo ha debilitato e consunto negli ultimi mesi, ha voluto comunque dedicare al suo “maggiordomo”, spalla di infinite trasmissioni su Canale 5 un pensiero molto affettuoso: “Abramo Orlandini è stato un ragazzo formidabile che rappresentava l’umanità nella sua condizione primaria e per questo lo ho sempre fatto vedere, a Sgarbi Quotidiani, come prototipo dell’uomo libero, solitario e libero”, ci ha detto il critico d’arte ferrarese, raggiunto dove affronta il difficile percorso di cura sostenuto dall’affetto della sorella Elisabetta e della figlia Alma.