Reggio Emilia, 2 luglio 2026 – Si è spento questa mattina Abramo Orlandini, volto amatissimo e inconfondibile di Reggio. Aveva 65 anni. Con lui se ne va uno di quei personaggi capaci di attraversare per decenni la vita quotidiana della città lasciando un segno lieve, ironico, colorato. Un reggiano doc, eccentrico e gentile, presenza familiare del centro storico: lo si incontrava con davanti a un caffè o la sigaretta d’ordinanza, oppure mentre girava con i suoi quadri naif, che spesso regalava.

Elegante, sempre impeccabile, difficilmente senza cravatta o papillon, spesso in colori sgargianti, con la bombetta o la sciarpa da opera, Abramo era diventato nel tempo un piccolo mito cittadino. Una figura fuori dagli schemi, capace di mescolare candore, ironia e una naturale teatralità.

Per molti reggiani era semplicemente “Abramo”: un pezzo della Reggio che fu, al pari di altri personaggi rimasti nell’immaginario collettivo, come la Candida o Ziloch.

Anni tra cinema e televisione

Negli anni aveva anche incrociato il cinema e la televisione. Aveva partecipato a film importanti, lavorando con registi come Pupi Avati, Daniele Luchetti, Nanni Moretti, Terry Gilliam, Dino Risi e altri ancora. Tra le sue apparizioni si ricordano titoli come ‘Storia di ragazzi e di ragazze’, ‘Domani accadrà’, ‘Teresa’ e ‘La voce della luna’ di Fellini, forse quello che più rappresentava il suo modo di essere e sentire. Alla trasmissione ‘Sgarbi Quotidiani’, in onda su Canale 5, Abramo interpretava l’assistente-maggiordomo di Vittorio Sgarbi