Il lavoro incessante dei soccorritori ucraini non ha potuto molto contro le tragiche conseguenze del micidiale attacco russo che la notte del 2 luglio si è abbattuto su Kiev. Dopo quasi due giorni a scavare senza sosta sotto le macerie, i servizi di emergenza hanno contato 30 morti per la pioggia di droni e missili che ha lasciato sotto shock la capitale. Non va meglio sugli altri fronti, martellati incessantemente dai raid: a Sumy, nel nordest dell'Ucraina al confine con la Russia, un attacco ha incendiato un'abitazione e ucciso quattro persone, tra cui una bambina piccola. E mentre si scrutano i cieli di Mosca per timore della vendetta giurata da Volodymyr Zelensky, attacchi ucraini hanno colpito in Russia e nei territori ucraini occupati, provocando cinque morti in un bombardamento su un mercato a Tokmak, nella Zaporizhzhia occupata, secondo quanto denunciato dalle autorità fedeli a Putin.

"Questo è un attacco contro persone che erano venute a comprare generi alimentari", ha denunciato il governatore filorusso Yevgeny Balitsky, dopo che in precedenza aveva riferito di altre tre persone uccise in attacchi separati nella regione. Altre due persone sono morte in attacchi nelle regioni russe occidentali di Belgorod e Bryansk. E nel corso della giornata, gli attacchi ucraini sono tornati a colpire in Crimea, dove lo stato maggiore ha rivendicato di aver colpito un ponte ferroviario. E per la seconda volta in una settimana, sono stati colpiti aerei da combattimento presso l'aeroporto di Saki e preso di mira gli hangar dell'aeroporto di Hvardiiske, nella penisola occupata. Dall'altra parte del fronte, l'Ucraina ha subito la violenza degli invasori a Sumy e anche nella regione di Dnipropetrovsk, dove sono stati lanciati almeno 50 attacchi con un bilancio di tre morti e 12 feriti, tra cui due bambini. A Zaporizhzhia, un raid con una bomba aerea guidata Kab ha colpito uno stabilimento industriale provocando un morto e diversi feriti, secondo quanto riferito dalle autorità.